Una delle domande più frequenti prima di un intervento per tumore polmonare riguarda la respirazione: “Riuscirò a respirare normalmente dopo l’operazione?”. È una preoccupazione comprensibile, ma la risposta dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di intervento, la quantità di tessuto polmonare asportato, le condizioni respiratorie precedenti e lo stato generale del paziente.
Il recupero non è uguale per tutti. Nella maggior parte dei casi avviene progressivamente, con un miglioramento della respirazione, della resistenza fisica e dell’autonomia nel corso delle settimane.
Quale parte del polmone viene asportata?
L’intervento viene programmato cercando di rimuovere il tumore in modo completo e, quando oncologicamente possibile, di preservare la maggiore quantità di tessuto polmonare sano.
Le principali procedure comprendono la resezione a cuneo, nella quale viene asportata una piccola porzione di polmone; la segmentectomia, che interessa uno o più segmenti; la lobectomia, cioè la rimozione di un intero lobo; e la pneumonectomia, riservata a casi selezionati, che comporta l’asportazione di un polmone completo. (Istituto Nazionale dei Tumori)
Dopo una lobectomia, il tessuto polmonare rimanente tende gradualmente a espandersi e ad adattarsi allo spazio disponibile. L’impatto sulla respirazione dipende soprattutto dalla funzionalità polmonare precedente e dall’estensione della resezione. (UHB NHS)
Cosa accade nei primi giorni?
Al risveglio dall’anestesia il paziente può ricevere ossigeno e avere uno o più drenaggi toracici. Questi servono a eliminare aria e liquidi dalla cavità toracica, favorendo la corretta espansione del polmone. Vengono rimossi quando il loro utilizzo non è più necessario.
È normale avvertire dolore o fastidio nella zona dell’intervento. Un controllo adeguato del dolore è importante non soltanto per il comfort, ma anche perché permette di respirare profondamente, tossire e muoversi più facilmente.
È normale avere il fiato corto?
Nei primi giorni e durante le prime passeggiate può comparire una sensazione di affanno. Anche la stanchezza può essere più intensa del previsto. In molti pazienti la dispnea migliora progressivamente nelle prime settimane; alcune indicazioni ospedaliere riportano un miglioramento significativo tra le due e le otto settimane, pur con differenze individuali. (UHB NHS)
Il recupero completo può richiedere alcuni mesi. A influenzarlo sono l’età, la forma fisica precedente, l’eventuale presenza di bronchite cronica o enfisema, il tipo di accesso chirurgico e la quantità di polmone asportata. (UHB NHS)
Movimento ed esercizi respiratori
Alzarsi dal letto e iniziare a camminare precocemente, seguendo le indicazioni del personale sanitario, aiuta a ridurre il rischio di infezioni respiratorie, coaguli e perdita di forza muscolare.
Il fisioterapista può insegnare esercizi di respirazione profonda, tecniche per eliminare le secrezioni e modalità per sostenere la ferita durante la tosse. L’attività fisica deve poi aumentare gradualmente: brevi passeggiate quotidiane sono generalmente preferibili a sforzi intensi e occasionali. I programmi di recupero rapido dopo chirurgia toracica attribuiscono un ruolo centrale proprio alla mobilizzazione precoce e alla corretta gestione del dolore. (PubMed)
Quando contattare il medico?
Un certo affanno durante il recupero può essere previsto, ma è necessario contattare il team curante in presenza di difficoltà respiratoria in aumento, febbre, dolore non controllato, peggioramento della tosse, arrossamento o secrezioni dalla ferita. Una mancanza d’aria improvvisa e intensa o un dolore toracico acuto richiedono invece una valutazione urgente. (UCLH)
Dopo un intervento per tumore polmonare, il ritorno alla normalità è un percorso graduale. Ascoltare il proprio corpo, seguire le indicazioni del chirurgo e mantenersi attivi nei limiti consentiti sono elementi fondamentali per recuperare sicurezza, autonomia e qualità della respirazione.
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