La timectomia per la Miastenia gravis

L’evidenza clinica suggeriva da tempo che l’asportazione totale del timo potesse essere di aiuto per i pazienti affetti da miastenia gravis, ma nel 2016 si sono avute le conferme necessarie con la conclusione di uno studio rigoroso che ha confrontato l’andamento della miastenia gravis nei pazienti operati di timectomia massimale per via trans-sternale + terapia con cortisone, contro la sola terapia con cortisone [Wolfe et al., Randomized Trial of Thymectomy in Myasthenia Gravis, New England Journal of Medicine, 2016].

I pazienti ai quali era stato asportato il timo avevano avuto minori ricadute, migliori punteggi di gravità della malattia, minor ricorso a terapia immunosoppressiva, e una minor incidenza di crisi respiratorie rispetto a quelli che erano trattati con solo cortisone.

Nei casi idonei la chirurgia dà quindi migliori risultati e in una percentuale di casi significativa (circa 40-80%) permette di ridurre o eliminare il trattamento farmacologico e soprattutto eliminare il cortisone ed i farmaci immunosoppressori, che a lungo andare sono associati ad effetti collaterali anche importanti, e che in questi pazienti devono essere presi anche per tutta la vita.

Il trattamento chirurgico mira dunque a rimuovere la fonte dell’abnorme risposta immunitaria mediante la TIMECTOMIA MASSIMALE = timectomia completa con l’asportazione di tutto il tessuto adiposo del mediastino anteriore dove si annidano microscopiche isole di timo (figure).

In passato questa procedura era estremamente invasiva (era necessaria la sternotomia).

Se correttamente eseguita, la terapia chirurgica della Miastenia gravis con tecnica mini-invasiva (Timectomia in VATS) è altrettanto efficace che con la tecnica tradizionale trans-sternale e permette oggi una notevole riduzione del tempo di degenza, dei fastidi e delle possibili complicanze postoperatorie.


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